I Genitori e L’amore Incondizionato

Ciò che segue è da intendersi all’interno di relazioni conflittuali tra genitori e figli.

Quando un figlio ha una o più ferite, vuol dire che i genitori non hanno dimostrato amore incondizionato al figlio ma bensì lo hanno amato “a condizione di”.

Questo “a condizione di” limita la capacità di amare: il bambino che, crescendo, non ha vissuto attraverso i suoi genitori l’esperienza dell’amore incondizionato, si troverà a sua volta ad amare in modo condizionato, cioè solo se corrisposto o determinato da più condizioni.

L’amore incondizionato è infatti un sentimento, un’emozione costante e non è indirizzato a qualcuno piuttosto che ad un altro e lo si prova solo se, alla base, la persona ama e accetta se stessa incondizionatamente, cioè ha conosciuto l’amore attraverso i genitori.

Anche da questo dipende la qualità della società in cui viviamo: un bambino cresciuto nell’amore sarà capace di amare se stesso, quindi sarà in empatia con le persone che soffrono, riconoscendo in loro la mancanza di amore, provando e manifestando sentimenti quali la compassione o la pietà.

In questa società distorta, invece, siamo convinti che amare se stessi sia egoismo puro.

Amiamo profondamente e incondizionatamente i genitori?

Significa amarli nonostante i conflitti e lo stesso vale per i nonni.

Amiamo incondizionatamente il partner? Significa amarlo anche a condizione che non sia fedele, che non sia presente, che non mi soddisfi e tanto altro…

Amiamo gli amici incondizionatamente? Significa amarli anche a condizione che non siano sempre presenti e che non cambino…

Il genitore indubbiamente ama incondizionatamente il figlio ma, nell’educarlo, esprime il proprio modello educativo a volte fatto di ricatti, di scambi ingiusti, di negazioni, di punizioni vendicative e non educative, di ritorsioni e di tensioni.

E’ quello che succede quando un genitore vuole ottenere un cambiamento sul figlio: se non fai così, non hai la mia approvazione.

La lettura da parte del figlio diventa: se non faccio così non sarò amato.

Poi succede che i figli non riescono ad assecondare le condizioni, si ribellano, non ne hanno le capacità, non sono motivati e nasce il conflitto, che può solo aumentare nel tempo.  E’ veramente difficile per una madre esprimere contemporaneamente amore incondizionato mentre è arrabbiata col figlio ma, attraverso il dialogo, le cose si possono chiarire e questa è la parte che spesso manca e che viene data per scontata.

Con anche solo una Ferita, il bambino non potrà amare pienamente se stesso, quindi sarà incapace di amare in modo puro e autentico nelle relazioni di qualsiasi tipo.

Da adulto avrà bisogno di essere amato e cercherà di essere amato incondizionatamente dal partner per quello che non è stato amato da bambino.

Questo meccanismo purtroppo ha moltissimi punti deboli che innescano facilmente il conflitto nella coppia, inevitabile. E’ il modello che si impara crescendo: l’amore viene dall’esterno e lo si cerca finchè non lo si trova.

Vediamo ora le “condizioni” che si mettono in atto in base ad ognuna delle 10 Ferite Emozionali.

FERITA DA ABBANDONO: come può un figlio sentirsi amato incondizionatamente se un genitore lascia il tetto coniugale o se, nei momenti importanti e difficili della sua vita, si deve arrangiare? I genitori amano i figli a condizione che siano liberi di innamorarsi di altri partner e di andarsene di casa, di non impegnarsi a sostenere i figli nel momento del bisogno.

FERITA DA COLPEVOLEZZA: come può un figlio sentirsi amato incondizionatamente se ad ogni errore è reso responsabile delle sofferenze dei genitori, che lo fanno sentire colpevole? I genitori amano i figli a condizione di non dover soffrire per i loro errori.

FERITA DA INDIFFERENZA: come può un figlio sentirsi amato incondizionatamente se ciò che fa è indifferente ai propri genitori, sia che egli sbagli sia che compia un’impresa? I genitori amano i figli a condizione di non essere coinvolti.

FERITA DA INFERIORITA’: come può un figlio sentirsi amato incondizionatamente se ogni giorno si sente dire di essere incapace, buono a niente, fannullone o se viene usato da un genitore perché questi si vuole sentire superiore a lui? I genitori amano i figli a condizione che essi siano lo strumento per esercitare la loro superiorità.

FERITA DA INGIUSTIZIA: come può un figlio sentirsi amato incondizionatamente se deve rendere sempre di più e quello che fa non è mai abbastanza? Come può se il genitore si mostra sempre insoddisfatto? I genitori amano i figli a condizione del loro rendimento.

FERITA DA RIFIUTO: come può un figlio sentirsi amato incondizionatamente se non si sente pienamente accettato da tutti e due i genitori o se viene preferito un fratello a lui? Come può un genitore amare il figlio che non è accettato, voluto, desiderato?

FERITA DA SOLITUDINE: come può un figlio sentirsi amato incondizionatamente se non passa abbastanza tempo con i genitori? I genitori amano i figli a condizione che imparino a stare senza di loro.

FERITA DA TRADIMENTO: come può un figlio sentirsi amato incondizionatamente se alla base del rapporto non c’è la sincerità? I genitori amano i figli a condizione che non ci siano aspettative su di loro.

FERITA DA UMILIAZIONE: come può un figlio sentirsi amato incondizionatamente se la vergogna viene usata come strumento di correzione? I genitori amano i figli a condizione di manifestare, attraverso loro, la loro superiorità senza limiti.

FERITA DA UNIFORMITÀ’: come può un figlio sentirsi amato incondizionatamente se non viene riconosciuto per ciò che è? I genitori amano i figli a condizione che siano esattamente come loro li vogliono.

Il vero amore è quello che si vive nel primo anno di vita, quando siamo totalmente dipendenti dalla mamma, siamo iper coccolati e accuditi, fino a quando si comincia a crescere e ad interagire e i genitori cominciano ad esprimere il loro modello interiore educativo.

E’ a questo punto che conoscere le 10 ferite emotive diventa importante: sono gli errori che un genitore non deve fare.

E’ solo attraverso l’esperienza dell’amore incondizionato dei genitori che possiamo imparare ad amare noi stessi, non attraverso delle condizioni o una relazione genitore – figlio diseducativa o conflittuale.

Quante sono le persone che abbiamo intorno che possiamo realmente dire di amare incondizionatamente? Nostra madre, nostro padre, i nostri figli, i nostri nonni, il cane, qualche amico? Le amiamo davvero senza condizioni, senza rancori? Vediamo in loro solo luce e nessuna ombra? Sappiamo davvero accettarli per quello che sono, nel bene e nel male, provando per loro solo un sentimento di amore puro?

Il modo dei genitori di relazionarsi con noi è radicato nel nostro subconscio e potrà essere vissuto in modo conflittuale nonostante i nostri sforzi di intelletto.

A poco serve ragionare su cosa è stato giusto o non lo è stato: i nostri genitori sono un insieme di emozioni e condizionamenti, non un pensiero logico.

Chi Sono


Enrico Prandi è un ricercatore indipendente. Il contatto diretto con il suo Sè Superiore lo porta a comprendere e fare esperienza con Le Dieci Ferite Emotive, la Legge Universale del Kharma quindi i meccanismi che contribuiscono o impediscono la crescita e l’evoluzione dell’essere umano. Il suo lungo percorso lo porta ad una profonda conoscenza sul valore e significato di questa Legge Divina, delle Dieci Ferite Emozionali, dei Debiti Kharmici e sul profondo significato della sofferenza con le sue cause e motivi evoluzionistici. Da questi presupposti nasce DharmaLife quindi la Psicodinamica Sostitutiva Emozionale: tecnica che permette di riarmonizzare i “lati ombra” della personalità, di trasformare la sofferenza in serenità per cui in grado di annullare le Ferite Emozionali, i Debiti Kharmici e le convinzioni limitanti a livello subconscio. DharmaLife® è una guarigione che si esprime ad ogni livello: spirituale, mentale, materiale e fisico.

I Carnefici Della Sofferenza

LE DIECI FERITE: I CARNEFICI

Dalle 10 ferite derivano  tutti i sentimenti di sofferenza che l’uomo può vivere. I carnefici di queste ferite si macchieranno (in questa vita) di Debiti Kharmici con relative conseguenze date dalla Legge Universale del Kharma cioè malattie (vedi sopra), incidenti o danni in base alla gravità delle ferite inflitte.

Si è carnefici della ferita da Abbandono quando chi ne ha la responsabilità, nega il supporto e l’appoggio a chi è in difficoltà. Dal genitore che nega l’aiuto o il sostegno al proprio figlio, allo Stato che non si occupa delle fasce deboli: i bambini, le madri in maternità, gli anziani, i disabili, i malati e i disoccupati. Questo concetto deve essere la priorità per qualsiasi Nazione.

Si è carnefici della ferita da Colpevolezza quando si scarica su altri la responsabilità del proprio mancato benessere; dalle persone alle istituzioni. Questa ferita riguarda chi incolpa qualcuno per crearsi un’opportunità fino al colpevolizzare ingiustamente qualcuno, un’etnia, una nazione per fini propagandistici nonché bellici.

Si è carnefici della Ferita da Indifferenza quando non si colgono l’unicità, i talenti, i pregi e le debolezze dell’essere umano. E’, a livello sociale, non dare o non creare, opportunità ai meritevoli nelle scuole e nel mondo del lavoro.

Si è carnefici della Ferita da Inferiorità quando denigriamo qualcuno a prescindere dalla realtà obiettiva. Si è carnefici di questa ferita anche quando si giudica negativamente qualcuno pur senza conoscerlo a fondo per apparire o sentirsi superiori. Denigrare qualcuno o una situazione per avere vantaggi (strumentalizzare). Sfruttare condizioni di inferiorità per trarne vantaggio. Riguarda chi specula sulle persone in difficoltà, chi fa pesare la propria presunta superiorità, lo schiavismo.

Si è carnefici della ferita da Ingiustizia quando si oltrepassa il giusto limite fisico o mentale, che una persona può sopportare. È una forbice molto ampia, che va dalle aspettative sui figli, al lavoro eccessivo o mal retribuito fino al ricatto e alla tortura.

Si è carnefici della Ferita da Rifiuto quando dovendo scegliere, la preferenza è viziata e/o discrimina qualcuno. È il caso di genitori che non amano i loro figli, che non li riconoscono alla nascita, delle persone escluse da certi ambiti, il razzismo.

Si è carnefici della Ferita da Solitudine quando non ci si occupa per periodi prolungati di tempo (ore, giorni, mesi, anni) di persone legate alla propria affettività  o responsabilità: figli, partner, anziani.

Si è carnefici della Ferita da Tradimento quando non si mantengono i patti, espliciti o impliciti. Forbice molto ampia che va dai rapporti personali, ai rapporti di lavoro, al non rispetto delle leggi, alle raccomandazioni, le truffe, far credere una cosa per un’altra.

Si è carnefici della Ferita da Umiliazione quando manca il rispetto per l’essere umano: genitori che portano alla vergogna i propri figli, insegnanti che umiliano gli allievi, il bullismo, il sopruso, il pubblico ludibrio, l’abuso, lo stupro.

Si è carnefici della ferita da Uniformità quando non si rispetta l’unicità della persona e la si costringe ad assumere una personalità differente o particolare per raggiungere altri scopi. Ferita che spazia dal genitore che sceglie il lavoro o lo studio dei propri figli per scopi personali fino ai regimi totalitari che uniformano le masse.

 

                                                                                                               Enrico Prandi

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