La Ferita Da Solitudine

Sono quei bambini che passano troppo poco tempo con i genitori, che vengono trascurati e che sono continuamente da una nonna, dai cugini, dalla zia, nei boy-scout, con genitori sempre al lavoro. Paradossalmente, questi genitori diranno ai loro figli che sono sacrifici che hanno fatto per loro, facendoli oltremodo sentire in colpa.

Possono essere bambini anche molto amati ma ai bambini serve “quantità” di tempo con i genitori, non solo qualità: una bella domenica passata insieme non colma la lacuna di una settimana passata in solitudine. Servono genitori che li incitino, che li gratifichino, che li consolino, che li seguano, che insegnino loro a cadere e a rialzarsi ma purtroppo questi sono assenti nell’infanzia di chi ha vissuto la ferita da solitudine. Sono quei bambini incapaci di chiedere aiuto perchè non hanno la confidenza e l’abitudine con i loro genitori per poterlo fare. Sono i bambini che fanno fatica ad aprirsi, ad esprimersi, a confidare ai loro genitori gioie e dolori. Sono bambini riservati e chiusi che non esprimono alcun tipo di disagio che invece è presente dentro di loro.

Risponderanno sempre che va tutto bene, a scuola, dai nonni, al corso di danza, al doposcuola. Sono quei bambini che quando scoprono qualcosa che li stimola, gli si dedicano anima e corpo: diventa per loro un modo di non sentire la solitudine e allo stesso tempo dedicarsi alla nuova passione diventa un rifugio per l’anima. Provate a regalare una chitarra ad un bambino che soffre di solitudine e la preferirà alla nonna, alla zia, ai boy-scout, agli amici. Sono i bambini con dipendenze disastrose da cellulari e consolle.

Preferirà avere un amico o due con interessi in comune piuttosto di stare in una compagnia numerosa, nella quale probabilmente si sentirà a disagio. Essendo soli, non possono che avere un grande dialogo con se stessi, per cui saranno persone tendenzialmente profonde. Questi bambini capiscono che i loro genitori devono lavorare tanto e si abituano alla solitudine senza soffrirne troppo. Solo da adulti, riconosceranno di non aver avuto, molto probabilmente, un’infanzia felice.

 DA ADULTO

La solitudine che ha vissuto da bambino può averlo reso pieno di timori, insicurezze e paure infondate. Da adulto avrà bisogno di starsene spesso da solo: ha la necessità di tornare a parlare tra se’ e se’, può sembrare sfuggevole ma non ha bisogno di fuggire: ha bisogno di ritrovarsi, di ricentrarsi. Non ama le situazioni con troppe persone, piuttosto cerca legami profondi con i pochi amici che a volte frequenta. Gli basta sapere che ci sono.

Il costante dialogo interiore lo rende tutt’altro che superficiale e si immagina tutti i probabili dialoghi con le persone che dovrà incontrare, in parte per problemi di controllo, in parte per la sua tendenza paranoide. Sempre disponibili ad aiutare: nella loro sofferenza non chiedono aiuto, come da bambini, perché non ne hanno l’abitudine e sono capaci di rimanere nella stessa sofferenza per anni. Chi vive la ferita da solitudine non può aver paura di sentirsi solo.

Elabora mentalmente in continuazione, con il rischio di non vivere le situazioni nel qui e ora. Non ama stare da solo ma non ama nemmeno la compagnia per troppo tempo per cui lo si vedrà combattuto tra le due cose. Quando è in compagnia cerca la solitudine e quando è in solitudine cerca la compagnia, cerca un partner a cui donarsi totalmente ma contemporaneamente vuole avere i suoi spazi e i suoi segreti: questa dualità continua gli dona grande apertura mentale.

E’ capace di argomentare in modi diversi la stessa questione o di avere più opinioni senza essere di parte. Le chiacchere superficiali richiedono un grande sforzo per chi ha vissuto questa ferita mentre si apre facilmente sui grandi temi della vita magari con sconosciuti; si sente spesso disagiato, fuori luogo. Il vizio del fumo è un ottimo pretesto per prendersi cinque minuti di solitudine e farsi compagnia da solo; anche l’alcool e le droghe possono fare compagnia a chi ha vissuto in modo pesante la solitudine, magari accompagnata da altre ferite.

In un rapporto di coppia ha bisogno dei suoi momenti di solitudine. Se lavorerà col proprio talento, il posto dove lavora sarà per lui un ventre materno piuttosto che un luogo. Sarà un tutt’uno con il proprio lavoro, senza orari, senza moderazione: non stacca mai. E’ il classico nottambulo, è quello che “vive nel suo mondo”. Totalmente inadatto ai lavori manuali. Cercherà legami stabili ed esclusivi. E’ nato per amare più che per sentirsi amato. Cerebrale, è un innamorato creativo. Non ha paura di essere lasciato o di lasciare il partner. Sentimento dominante è il disagio.

  • Solitario
  • Vive nel proprio mondo
  • Scarsa stima di sé
  • Creativo instancabile
  • Talentuoso
  • Paure infondate e insicurezze
  • Pessimista
  • Cerebrale
  • Poco pratico
  • Sfuggevole
  • Disagiato
  • Incapace di lasciarsi andare
  • Si sente fuori luogo
  • Visionario
  • Riflessivo

DharmaLife® è un metodo che porta alla guarigione dai disagi provocati dalla Ferita da Solitudine

I benefici nell’annullare la Ferita da Solitudine si esprimono soprattutto nel miglioramento dell’autostima, nell’allontanare le paure infondate e nell’eliminare quei dialoghi interiori paranoici che aumentano solo la sofferenza. Annullando questa Ferita impareremo ad accettarci per ciò che siamo nonché a sentirci a nostro agio in quelle situazioni in cui prima non lo eravamo. Apprezzeremo meglio la compagnia delle persone senza rinunciare al nostro meraviglioso dialogo interiore fatto in solitudine.

 

La Ferita Da Rifiuto

Già durante il concepimento, vivono la ferita del rifiuto quei bambini nati ma non desiderati, anche se poi le cose cambiano. Un padre che lascia la famiglia verrà vissuto dal bambino come un rifiuto quindi crederà di essere sbagliato oppure di non essere all’altezza di meritare il suo amore. La ferita è vissuta da quei bambini che non corrispondono alle aspettative dei genitori che desideravano un maschio e invece è nata una femmina. È ferita da rifiuto quando un genitore non ama o non si prende cura del proprio bambino o esso è cresciuto solo dall’altro genitore.

Quando un genitore ha preferenze per un figlio piuttosto che per l’altro, quando i genitori stravedono solo per l’ultimo dei 3 figli: gli altri due si sentiranno immancabilmente rifiutati. Quando arriva il nuovo fratellino e l’attenzione della mamma non è più tutta per lo stesso figlio, per lui equivale a sentirsi rifiutato: una madre, per quanto attenta alle esigenze del figlio più grande, può arrivare facilmente a trascurarlo soprattutto se sotto stress. Quest’ultimo caso è il più frequente: la madre ha tutte le ragioni ma le ha anche il figlio più grande.

Un ragazzo può aver paura di esprimere la propria omosessualità per paura del rifiuto. Quando un genitore, incondizionatamente, dà sempre torto o colpa al bambino: si rifiuta di riconoscerlo come individuo pensante, intelligente e autonomo oltre che privo di colpa. È ferita da rifiuto quando il figlio si sente escluso dalla famiglia. Avremo bambini che per essere accettati saranno mansueti e pacati, altri invece che nel sentirsi rifiutati esprimono collera e rabbia.

 DA ADULTI

Il bambino vittima della Ferita da Rifiuto crescendo si sentirà “incompleto” perchè non ha ricevuto amore da tutti e due i genitori. Crescendo sarà sempre alla ricerca di colmare quel vuoto o continuando il conflitto con il genitore, o attraverso il partner, o tutti e due.

Si avranno due tipologie in base a cosa ha generato la ferita da rifiuto.

In entrambi i casi la ferita può nascere anche in età adulta, sul posto di lavoro o perché rifiutati sessualmente dal partner o perché si sogna di instaurare una relazione con una persona che invece non ne ha la minima intenzione. La prima tipologia si riferisce a coloro che avranno la tendenza a non sentirsi meritevoli, a non sentirsi all’altezza o addirittura ad essere sbagliati.

Si sentiranno spesso inadeguati e cercheranno di rimanere nell’ombra. Per quanto vivano un senso di inferiorità, saranno molto esigenti una volta all’interno delle relazioni nelle quali saranno i dominanti. Non si mettono nella condizione di dover subire rifiuti, piuttosto comandano. In alcuni casi le droghe e l’alcool possono essere usati per placare la frustrazione. La frustrazione è il sentimento dominante per queste persone.

  • Senso di inferiorità
  • Ricerca di approvazione
  • Ricerca di accettazione
  • Timore di sbagliare
  • Bisogno di piacere a tutti i costi
  • Sviluppo della personalità egoica
  • Atteggiamento contrariato e negativo
  • Introversi
  • Paura del giudizio

Ricordando che esiste un range molto ampio, l’altra tipologia dipende sempre dal rifiuto da parte del padre del figlio maschio che non accetta alcun tipo di rifiuto e nei casi estremi può arrivare alla violenza, allo stalkeraggio e a gesti inconsulti. Di fronte ad un rifiuto che può essere dato dalla separazione, oppure dal non accettare la relazione, si può arrivare al femminicidio. Questi uomini che hanno alle spalle esperienze di rifiuto vissute nell’infanzia, di fronte alla fine di una relazione o simili, rifiutano inconsciamente l’idea di riviverla di nuovo, quindi cambiano la storia, piuttosto che essere vittima, diventano carnefici. I soggetti della seconda tipologia sono arrabbiati con il mondo, come se fossero vittime di una congiura. Sfogano la loro rabbia sul prossimo che è visto come un oggetto piuttosto che una persona. Nonostante i tratti psicopatici, sono capaci di sembrare persone che ben si adattano alle circostanze e in società, ma si tratta solo di una maschera che abilmente adottano. Sanno fingere perfettamente di avere sentimenti nel caso porti loro vantaggi.

Hanno la tendenza a credere che tutto sia loro dovuto e sono spesso aridi nei sentimenti. Hanno scarsità o assenza di empatia. Sono i casi delle persone che quando assumono alcool esprimono tutta la loro violenza e la rabbia che nel quotidiano riescono invece a tenere sotto controllo. Alcuni sono attratti dal potere ed in assenza totale di empatia, sono quelli che, una volta in ruoli di potere, sono in grado di determinare crisi economiche, dichiarare guerre. E’ l’altra ferita, che insieme a quella da indifferenza può portare al Narcisismo Patologico. La rabbia è il sentimento che domina l’esistenza di questa tipologia di persone che hanno subito la ferita da rifiuto.

  • Arrabbiati con il mondo
  • Reazioni esagerate improvvise
  • Tutto è loro dovuto
  • Casi di violenza in famiglia
  • Non hanno paura di niente
  • Ruoli di spicco
  • Scarsità o mancanza di empatia
  • Attrazione verso ruoli di potere
  • Egocentrici
  • Non sbagliano mai
  • Non accettano critiche
  • Assenza di sensi di colpa
  • Sadismo
  • Sviluppo della personalità egoica

DharmaLife® è un metodo che porta alla guarigione dai disagi provocati dalla Ferita da Rifiuto

Annullare questa Ferita vuol dire annullare la rabbia e la frustrazione ingiustificata che viviamo come condizione costante. Per la prima tipologia significa smettere di cercare approvazione e accettazione a tutti i costi e smettere di sentirsi inferiori agli altri. Per la seconda tipologia vuol dire, per quanto possibile, fare pace con il mondo. La difficoltà, per questi ultimi, sta nella visione distorta della realtà che hanno avuto fino a quel momento. Finché sono bambini o ragazzi che vivono insieme ai genitori non è possibile intervenire, ma lo si può fare con i genitori, spiegando loro i meccanismi di questa ferita.

La Ferita Da Ingiustizia

La ferita da ingiustizia è data da quanto gravano sui figli le aspettative dei genitori. Si divide in due tipologie: nella prima, i figli cercano in tutti i modi di corrispondere a queste aspettative; nella seconda, non riescono a corrispondere alle aspettative dei genitori. Questo determinerà due tipologie differenti di adulti accomunati, però, dal sentimento costante che vivono:  l’insoddisfazione.

I primi perché qualsiasi cosa fanno deve essere all’altezza per soddisfare, inconsciamente, i loro genitori; i secondi perché non fanno mai abbastanza per soddisfare o fare contenti, sempre inconsciamente, i loro genitori. Genitori che dicono: mio figlio farà l’avvocato, il calciatore, il direttore d’orchestra, ecc. Questa ferita di solito va a braccetto con la ferita da colpevolezza: “Non hai soddisfatto le nostre aspettative, quindi ci hai deluso”.

 Prima tipologia: bambini e ragazzi corrispondono alle aspettative dei genitori.

  • Genitori autoritari o che si arrabbiano facilmente
  • Genitori che non si mostrano mai completamente soddisfatti
  • Genitori che scelgono l’indirizzo scolastico al posto dei figli
  • Madri che approvano o criticano le fidanzate dei figli maschi
  • Genitori a cui interessa poco il talento dei figli
  • Genitori orgogliosi di come educano i figli, purché non vengano delusi
  • Controllo sui figli oltre il lecito
  • L’impegno chiesto al figlio è oltre ciò che sarebbe giusto chiedergli
  • I figli vivono questa pressione qualsiasi cosa fanno
  • Non fanno le cose per se’, ma per compiacere i genitori
  • Si sentono “bravi” solo se hanno l’approvazione dei genitori. Se disapprovati, ne soffrono
  • La paura di essere giudicati li esorta ad essere impeccabili

 

DA ADULTO

Si impegna con tutto se stesso per agire anche in ambiti in cui non ha doti particolari. Può essere perfezionista, sono l’efficienza in persona. Qualsiasi cosa fa si chiede come verrebbe giudicato dai genitori. Non è procrastinatore e per lui il fare e l’agire non sono un problema anche per le cose più noiose. Spesso è dipendente da uno dei genitori. Abituato a doversi impegnare più del dovuto, può diventare stakanovista sul lavoro.

E’ una persona che porta fino alla fine qualsiasi tipo di impegno, non si abbatte alle prime difficoltà. Dà l’anima per una causa e alcuni sono costantemente insoddisfatti del risultato anche se perfetto, altri non accettano critiche sul proprio operato. Queste persone sono votate all’efficienza, a volte poco elastiche mentalmente: capire un punto di vista diverso dal loro può essere molto difficile. Possono intraprendere qualsiasi mestiere e diventarne esperti. Hanno un forte senso del dovere, a volte una missione da compiere.

Difficilmente si renderanno conto di questa ferita, in primo luogo perché per loro è normale: sono educati in questo modo dai primi anni di vita. In secondo luogo, perché riconoscere la ferita è come fare un torto ai propri genitori. Nelle relazioni sono i dominanti e pretendono dal partner di corrispondere alle loro aspettative con poca elasticità. Sono molto esigenti, visto il loro impegno assoluto nella coppia. Mantengono i patti ed è bene mantenerli con loro altrimenti dal tutto si può passare al niente in pochissimo tempo. Agiscono sempre per sentirsi nel giusto. Andranno molto d’accordo con chi ha vissuto la stessa ferita.

Seconda Tipologia:  i figli non corrispondono alle aspettative dei genitori.

Sono quei figli che non per scelta né per ribellione riescono a soddisfare le aspettative dei genitori. Forse per capacità limitate, per incoerenza tra le aspettative e le capacità o perché troppo presi dal loro talento o passione, alla fine avremo da una parte genitori insoddisfatti e dall’altra figli insoddisfatti perché privi del consenso dei genitori. Nei punti che seguono, le caratteristiche dei genitori sono uguali a quelle precedenti.

  • I figli si sentono incompresi
  • I figli sono timorosi nel prendere iniziative che soddisfino solo le loro aspettative
  • Si sentono inappropriati e smarriti se non hanno il consenso dei genitori
  • Tendono a chiudersi nel loro mondo
  • Difficoltà nelle relazioni
  • Mancanza di ottimismo e positività
  • Scarsa autostima
  • Paura di essere giudicati
  • Attaccamento per chi li apprezza
  • Sofferenza per lo scarso legame con i genitori
  • Scarso entusiasmo anche per le proprie passioni

 

DA ADULTO

Il figlio con ferita da ingiustizia può sviluppare il proprio talento che lo potrà condurre al successo nella propria attività. Tuttavia, se il talento non è legato alle aspettative dei genitori non si sentirà mai completamente soddisfatto. Questo vale per le piccole iniziative così come per quelle più importanti.

Se da adulto si porta al successo un’idea per la quale, inizialmente, i genitori rifiutano sostegno economico o morale ma, in seguito, ne sono compiaciuti e ne godono di riflesso, i figli si sentiranno traditi per l’incoerenza. Ed ecco la ferita da tradimento che si aggiunge al sentimento dell’insoddisfazione, anche in età adulta.

Questo può essere vissuto come una rivalsa, una vendetta nei confronti dei genitori, oltre che una soddisfazione personale mai vissuta pienamente. Da adulto questa ferita può lenire se alla fine si sceglie un lavoro, un mestiere che lo gratifica e che corrisponde alle aspettative dei genitori: vive inconsciamente l’approvazione o meno dei genitori per qualsiasi cosa anche se abituato a trasgredire. Non si preoccupa eccessivamente del giudizio degli altri.

Ha difficoltà a godersi il divertimento ma anche la vita, a stare in compagnie numerose, preferendo poche amicizie e relazioni profonde. Nelle relazioni affettive è molto predisposto ad assecondare le aspettative del partner, a differenza della prima tipologia che si comporta esattamente al contrario: dopo aver assecondato le aspettative dei genitori, pretende dal partner di essere assecondato. Può andare molto d’accordo con chi ha la ferita da ingiustizia della prima tipologia: uno ha aspettative, l’altro le soddisfa. Sentimento dominante, l’insoddisfazione.

DharmaLife® è un metodo che porta alla guarigione dai disagi provocati dalla Ferita da Ingiustizia.

Può avere la necessità di annullare questa Ferita chi vive il quotidiano con molta insoddisfazione o chi ha scarsa stima di sé. Chi ha una relazione difficile coi genitori artefici della Ferita oppure chi sente il peso delle aspettative come eccessivo. Annullare questa Ferita riporta a Se stessi, a fare le cose per un proprio tornaconto e non per quella vocina interiore inconscia che chiede in continuazione se i genitori sono contenti di quello che stiamo facendo.

La Ferita Da Inferiorità

E’ la ferita che genera scarsa stima di se’ ed infonde un senso di inferiorità. In generale è il clima che il bambino vive in famiglia e che assorbe dall’esempio dei propri genitori: essi sono probabilmente insicuri ed è in casa che cercano di dimostrare una sicurezza che non hanno ma è solo un meccanismo inconscio di rivalutazione personale.    Subiscono la ferita da inferiorità quei bambini cresciuti sentendosi dire che sono incapaci, buoni a nulla, che non combineranno mai niente nella vita. Pare quasi un tentativo dei genitori ad esortare i figli a non essere come loro in futuro, in realtà stanno comunicando un messaggio ben preciso che il bambino coglie per quello che è: sono un incapace, un buono a nulla, non combinerò mai niente. Possono essere quei genitori che, conquistato un certo rilievo lavorativo o sociale o esaltati per loro conto, non mancano di farlo pesare ai figli, facendoli sentire inferiori a loro.

Ciò determina un atteggiamento insicuro e senso di inferiorità rispetto agli altri, di fronte alle varie situazioni della vita. Esclusi i casi che dipendono dall’educazione dai genitori, è’ il caso di bambini a scuola con difficoltà di apprendimento, che sono in minoranza etnica, che hanno un colore diverso della pelle, con handicap lievi o gravi, è la ferita di chi proviene da famiglie povere o disagiate, di chi non può fare quello che fanno tutti gli altri.

DA ADULTO

Esclusi i casi che non dipendono dai genitori, chi ha la ferita da inferiorità è incapace di credere in se stesso e vive nel limite del possibile senza osare mai anche se ha sogni grandiosi perché gli sembra che certe cose siano riservate solo a persone speciali, non come lui, che non ne è all’altezza, sentendosi inferiore. Si accontenta di ciò che ha e di ciò che è.

Non gli mancano talento e risorse ma è come se non le avesse, come se non fossero sue: per emergere avrà bisogno di qualcuno che lo aiuti e lo supporti in continuazione. Sono i talenti sprecati, che osservano gente che emerge e riesce nella vita con la metà del loro talento: non sanno proporsi o credono di non meritare il successo. Nelle relazioni saranno i sottomessi o avranno un partner simile a loro. Fedeli finchè trovano sicurezza, non rimangono mai soli, sostituiscono il partner solo se ce n’è un’altro pronto, in attesa. Se lasciati soffriranno moltissimo e per lungo tempo. Una persona sicura di sé si stancherà facilmente e velocemente di chi non vuole esporsi e vive tutto nell’insicurezza e nell’incertezza, che è il loro sentimento dominante

  • Bassa stima
  • Non si sentono all’altezza
  • Non credono di avere talento
  • Non si espongono
  • Difficoltà nelle relazioni
  • Dipendenza affettiva
  • Non si amano
  • Conflitto con il genitore responsabile della ferita
  • Difficoltà nelle scelte importanti
  • Evitano di fare scelte importanti da soli
  • Cercano sicurezza nel partner
  • Stima per tutti tranne che per se’
  • Si abbattono facilmente
  • Non si sentono meritevoli

DharmaLife® è un metodo che porta alla guarigione dai disagi provocati dalla Ferita da Insicurezza.

Una volta annullata la Ferita da Insicurezza avremo un miglioramento dell’autostima che porterà anche a sentirsi all’altezza della situazione. Le relazioni diventeranno più fluide e si ritroverà la propria indipendenza nonché l’amore per se stessi. Maggiore sicurezza.

La Ferita Da Indifferenza

La persona cresce nell’indifferenza dei genitori e perciò senza essere ascoltata, compresa, riconosciuta: non sono per forza genitori malvagi, semplicemente credono che i figli crescano da soli. Ogni bambino ha le sue caratteristiche ma a questi genitori passano inosservate. Non hanno particolari pretese o aspettative per i loro figli. Sono indifferenti al loro rendimento scolastico, al loro talento, sono genitori in attesa che il loro bambino diventi adulto.

Una scena rappresentativa è il figlio orgoglioso di qualcosa che ha fatto o costruito: la mostra al padre che nel completo disinteresse gli dice “bravo”, mentre continua a guardare la televisione o a leggere il giornale. Questo non essere stati apprezzata genera in queste persone frustrazione. I loro genitori sono quelli che dicono “mio figlio è così” come se la cosa fosse casuale ed educarlo non dipendesse da loro. Può essere che un genitore abbia poco tempo per la famiglia e quel poco che ha lo spenda senza impegnarsi perché tanto c’è l’altro genitore che si occupa dei figli.

DA ADULTO

Può aver un buon rapporto con i genitori, che finalmente lo trattano come un loro pari. Normalmente sarà attratto da situazioni e persone che lo facciano sentire colui che fa la differenza, anche a costo di complicarsi la vita. È una ferita che se molto profonda può avere risvolti al limite del patologico. Quello che segue è il caso estremo, ma ovviamente esiste una forbice di possibilità molto ampia che va dal semplice essere colui che fa la differenza al narcisismo patologico. Non essendo riconosciuta la sua personalità, crescendo, nell’adolescenza, verrà ispirato da modelli esistenti perché costretto a costruirsela da solo: ha bisogno di modelli per costruire la maschera che dall’adolescenza lo traghetterà nel mondo dei grandi.

La personalità che si auto costruisce da adolescente è basata sia sull’opinione infondata che egli ha di se stesso sia sulle opinioni che egli induce gli altri ad avere di se’, pur non essendo reali. La domanda centrale nella vita di chi vive la ferita da indifferenza è: “che opinione voglio avere di me? Che opinione voglio che gli altri abbiano di me?”L’indifferenza dei genitori è una trappola frustrante da cui bisogna uscire nel modo più brillante possibile.

Essendo una personalità costruita senza l’aiuto dei genitori, da solo in tenera età fino all’adolescenza, bisogna capirne tutti i limiti: è figlio di se stesso. Nella sua apparente sicurezza è profondamente debole e si sente costantemente attaccato: quindi, strategicamente, attacca lui per primo. Tutto è costruito secondo l’opinione che egli vuole avere di se’ e, raramente, ciò è autentico. Questo è quello che si intende per “personalità egoica”: questo è Ego, cioè il contrario di autenticità.

Essendo l’opinione il punto centrale della sua vita, da adulto può essere capace di grandi imprese: se queste imprese portano alla popolarità equivale passare dall’indifferenza all’opinione condivisa da tutti che egli è una persona di successo. Pertanto, è facile trovare in cantanti, attori, presentatori ecc persone con la ferita da indifferenza. Più la frustrazione iniziale è alta, più la spinta per il successo e la popolarità è forte.

Sono le persone che hanno un’opinione su tutto perché questo porta automaticamente ad un’opinione che si avrà su di loro. Rimarcano continuamente ciò che sono o vogliono far credere di essere (“io sono così, la penso così, avrei fatto colà, quello è un incapace, io invece sono capace, ecc..”).       Criticano negativamente gli altri per sentirsi superiori ma è soltanto un gioco sulle opinioni che, il più delle volte, non ha riscontro nella realtà. Dedito alle apparenze, tutto è fittizio, artificioso, immagine, forma senza contenuto. Una super car non è un gioiello di meccanica e stile o il piacere di guida, ma pura esibizione per un ritorno di immagine.

Purtroppo, allo stato attuale, queste persone popolari e di “successo” sono il riferimento per milioni di persone. La società potrebbe migliorare se i riferimenti fossero dati da persone autentiche e capaci, ma queste ultime non hanno il desiderio di apparire come lo ha invece chi ha subito questa ferita. Desiderano essere al centro dell’attenzione, catturandola attraverso abbigliamento stravagante, macchine costose, gesti plateali. I casi più devastanti si hanno quando tutti e due i genitori sono indifferenti; quando invece è solo uno dei due, si avrà una persona con le sue peculiari caratteristiche unita a tratti egoici.

Nelle relazioni sarà dominante e anche il suo partner può essere una sua esibizione: essendo arido di sentimenti, l’unica possibilità di relazione è costruita ad arte fin dalla scelta del partner che deve aderire e sostenere la sua immagine nonché il suo ego. Sentimento dominante è l’essere innamorati della propria immagine e la paura di non piacere.

  • Sempre preoccupati della loro immagine
  • Carisma, fascino, prestigio, seduzione
  • Amano essere notati e ammirati
  • Amano essere al centro dell’attenzione
  • Appariscenti, vistosi
  • Egocentrici
  • Personalità egoica
  • Leader capaci
  • Superficialità
  • Scaltrezza
  • Narcisi

Nei casi più semplici, ferita meno grave:

  • Immagine di sé coerente con gli standard sociali
  • Poche sbavature, immagine da brave persone
  • Deve avere una nota che lo differenzi dalla massa
  • Il suo altruismo cela il bisogno di fare la differenza
  • Fedele
  • Dominante in famiglia
  • Ottimista
  • Positivo
  • Pragmatico

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 È una Ferita che in sé non procura sofferenza ma si potrebbero avere problemi per la mancata attenzione dei genitori che trasformeremo in amore per noi stessi, oppure avere disagi quando non riusciamo a fare la differenza

 

La Ferita da Colpevolezza

È la ferita che porta ai sensi di colpa. È dovuta al modo in cui i genitori riprendono o sgridano i figli quando sbagliano: li fanno sentire colpevoli. Il bambino non è responsabile di ciò che ha fatto ma è responsabile di far soffrire i genitori. Succede anche quando vengono date ai figli colpe che non hanno. In questo modo non viene educato per essere responsabile di ciò che fa ma viene educato ad essere responsabile di come stanno gli altri.

Le frasi che potremmo sentire da una madre sono: “mi hai proprio deluso”, “se continui così mi farai morire”, “che figura mi fai fare” ecc. Il bambino sbaglia, la madre soffre. Crescendo, da adolescente o da adulto, l’attenzione del genitore può spostarsi sul giudizio degli altri rivolto all’intera famiglia: “cosa penseranno di noi… ecc”, “che figura ci facciamo…”.

Questi genitori non hanno alcun intento malefico ma stanno creando un danno enorme: crescendo, quel bambino si sentirà responsabile di come stanno le persone che ha intorno più di se stesso. Educare attraverso il senso di colpa è una vera e propria violenza psicologica. Quando un bambino sbaglia va ripreso, anche sgridato, messo in punizione purché essa sia educativa e non vendicativa, ma non si può renderlo responsabile di fare soffrire gli altri. Va educato, non colpevolizzato.

È molto diverso il sentimento di un bambino che sbaglia rispetto ad un bambino che è colpevole di far soffrire i genitori. È una sofferenza moltiplicata che purtroppo raggiunge lo scopo dei genitori: avere bambini ubbidienti, sempre attenti a non sbagliare; ma i bambini devono sbagliare per poter imparare! Essi hanno così un’attenzione elevata verso gli errori che genera ansia e hanno sempre paura di aver fatto qualcosa di sbagliato. Se il bambino vede la madre triste, è sicuramente per qualcosa di sbagliato che lui ha fatto. Si prospetta per lui un’esistenza vissuta da colpevole.

DA ADULTO

Le persone quando sbagliano difficilmente riconoscono i loro errori, e la mente umana trova sempre giustificazioni e alibi. È un modo per evitare la sofferenza e per molte persone funziona. Chi è cresciuto con il senso di colpa prova a mettere in atto gli stessi meccanismi ma in lui non funzionano. È quello che può dire a parole per giustificarsi agli altri ma il suo sentimento profondo è simile a quello di aver ucciso qualcuno.

Cresciuto con i sensi di colpa, si sente responsabile di come stanno le persone a lui vicino e, se soffrono, lui ne è sicuramente la causa oppure si sente in colpa per non aver fatto qualcosa che poteva fare per aiutarle. Sempre disponibile ad aiutare chi soffre, porterà con sé la sua sofferenza e la sua ansia con il risultato che avremo due persone che condividono la sofferenza senza essere di nessun aiuto reale. Non si può illuminare qualcuno se si è nell’oscurità. Esiste il rischio che educhi, a sua volta, i propri figli nello stesso modo, perché conosce solo quella modalità.

Un esempio di senso di colpa: il figlio (con ferita di colpevolezza) va a trovare la madre anziana e la vede triste. La prima cosa che pensa è che non la va a trovare abbastanza spesso, che non si prende sufficiente cura di lei e gli sale l’ansia. La madre in realtà ha smarrito il gatto. È certo però che fino al giorno prima gli avrà detto migliaia di volte che vedere suo figlio così poco la fa sentire sola e abbandonata. Lui, da sempre, va a trovarla tutti giorni. Nella sua mente, il primo pensiero non è rivolto a sé ma a come potrebbero eventualmente reagire gli altri.

Infatti, chi convive con questa ferita, prima di fare una scelta, si assicura che siano d’accordo le persone che ha intorno, non è cioè indipendente. Non mira alla realizzazione personale e le sue azioni sono sempre limitate e controllate. E’ la persona sempre eccessivamente disponibile che per la legge di attrazione, attrae immancabilmente chi se ne approfitta senza scrupolo. È una vita vissuta malissimo, con ansia quotidiana, che può portarlo all’uso di droghe e alcool per essere placata.

  • Lui non è la priorità
  • Eccesso di disponibilità
  • Mansueto e pacato
  • Sempre preoccupato
  • Scelte e azioni condizionate
  • Pessimista
  • Evita di prendersi responsabilità
  • Poco espansivo
  • E’ incapace di dire di no
  • E’ sempre colpa sua
  • Ha bisogno di approvazione
  • Scarsa stima di se’

DharmaLife® è un metodo che porta alla guarigione dai disagi provocati dalla Ferita da Colpevolezza.

Annullare la Ferita da Colpevolezza vuol dire mettere fine ai sensi di colpa e diventare l’elemento centrale della propria vita. Acquisiremo la capacità di dire di “no” e di difenderci al momento opportuno senza bisogno di approvazione esterna. La disponibilità verrà concessa solo nei giusti casi e scomparirà l’ansia ingiustificata.

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